Riunione gruppo sperimentale: preservare ed aumentare la vitalità dei suoli, questa la priorità!

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Si è svolta la scorsa settimana la prima riunione interna che ha visto coinvolte le 13 aziende aderenti al progetto “Fertilità biologica dei terreni” in una giornata di confronto e approfondimento. La biologa Irene Franco e l’agronomo Stefano Zaninotti hanno voluto fare il punto della situazione sul percorso triennale intrapreso dalle aziende, in merito allo studio della vitalità dei terreni (relazioni suolo-pianta-microorganismi) partito quest’anno grazie al cofinanziamento dell’associazione e delle aziende.

La riunione, svoltasi nella cantina di Camillo Donati (colli parmensi), si è divisa in due tempi: la presentazione della biologa Irene Franco, la quale ha introdotto il tema della fertilità biologica in modo scientifico, didattico e comprensibile all’ampia platea di aziende che aveva di fronte e successivamente l’esposizione di Stefano, diretto interlocutore con le aziende, di seguito le sue parole:

“La parte dei risultati da me esposti, ha espresso l’estrema diversità dei terreni e delle sue caratteristiche; non ci può essere omologazione, l’interazione con i partecipanti ha mostrato come determinati vitigni (specie autoctoni) si sono adattati a determinati terreni (per esempio,Teroldego su terreni sciolti e sabbiosi ricchi di sostanza organica, la Corvina su terreni estremamente calcarei con molto scheletro). Inoltre, abbiamo condiviso come le tecniche agronomiche adottate sui vigneti possano influenzare positivamente o negativamente la fertilità biologica del terreno. Infine, il messaggio che credo la platea ha raccolto alla fine dell’incontro: conoscere il proprio suolo, la sua vitalità e quindi la sua capacità di interagire con l’ambiente e con la vite, è importante per poter agire e interagire positivamente con il proprio singolo vigneto. Solo così possiamo ritrovare nel bicchiere di vino ciò che le radici della vite hanno potuto raccogliere dal terreno (parte importante di un “terroir”).”

Si è così concluso il primo anno del progetto che ha permesso inizialmente di “indagare” per scoprire che molti suoli sono già in buono stato di equilibrio mentre altri hanno problemi di scarsa o eccessiva respirazione, altri ancora presentano un’attività microbiologica discontinua o alterata da errate pratiche agricole. A partire dal prossimo anno, grazie alle informazioni apprese ed ai miglioramenti attuati si potranno divulgare i primi risultati, che saranno principalmente a beneficio delle aziende aderenti ma anche di bene comune per tutti gli associati!


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