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Il terreno prima di tutto

Il lavoro sul suolo ed il monitoraggio dell’ecosistema vigneto

L’associazione dal 2012 collabora con il team di ricerca “Vitenova” per la parte di studi che riguarda la microbiologia del suolo e di tutto l’ecosistema vigneto. Negli anni sono state coinvolte oltre 50 aziende italiane con l’obbiettivo di valutare e migliorare lo stato di salute dei suoli vitati e lo stato di interazione con flora e fauna locali. Ogni anno vengono svolte oltre 150 analisi.

Molte malattie o stress a cui la pianta va incontro spesso derivano da uno squilibrio nel suolo.

Quest’ultimo, fin dai primi del novecento è stato oggetto di numerosi studi rivolti per lo più a potenziarne la produttività trascurandone la fertilità. Ciò ha portato ad un’impoverimento di sostanza organica e humus che negli ultimi anni sta costituendo un problema grave. Senza una vita microbica stabile e ricca la capacita delle piante di assorbire tutti i microelementi del suolo necessari per il suo sviluppo diminuisce drasticamente e di conseguenza diminuisce anche la resistenza alle malattie.

Con il recupero di tecniche antiche di lavorazione, per esempio la distribuzione di letame o compost vegetale e la consociazione di più colture (semina di cereali o leguminose nei filari), è possibile recuperare questo equilibrio spezzato.

Liberi dai pesticidi

Ogni anno, dal 2011, allo scopo di garantire la massima integrità dei vignaioli aderenti, l’associazione effettua analisi dei residui dei pesticidi ai vini.
Questo lavoro di monitoraggio ha portato negli anni ad una maggior selezione delle aziende e ed una profonda attenzione nei confronti dei temi ambientali.

Ridurre l’uso di rame 
e zolfo

Dal 2011 VinNatur collabora con lo SPEVIS di Panzano in Chianti. Vengono testati alcuni formulati naturali ad azione corroborante che vanno a rinforzare le piante e prodotti a difesa diretta.

Oltre a ridurre l’impatto sul ambiente, questa sperimentazione mira a diminuire il numero complessivo dei trattamenti con ulteriori vantaggi economici e di minor compattamento del suolo. Grande importanza viene data anche al lavoro manuale di sfogliatura e potatura verde per impedire ristagni di umidità in prossimità dei grappoli, e ridurre in questo modo la possibilità di infezione fungine.

Perché ?

Il Rame

è un metallo pesante permesso in viticoltura biologica, che viene diluito in acqua e spruzzato sulle foglie della vite per combattere la peronospora (un fungo che colpisce foglie e grappoli) . Ha un impatto negativo nel suolo, rallentando l’attività microbiologica. Già in molti suoli europei costituisce un problema e la commissione europea sta gradualmente limitandone l’uso, per evitare che il danno diventi irreversibile.

Lo Zolfo

viene utilizzato per combattere l’oidio, altra malattia fungina che colpisce i grappoli della vite. Di per se ha un impatto minore rispetto al rame, infatti non crea un residuo pericoloso nel suolo. Recenti studi però hanno stabilito che lo zolfo è nocivo per i lieviti presenti nella buccia dell’uva e per gli insetti e acari utili al vigneto.