Progetto “Riduzione di rame e zolfo nei vigneti”

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di Alessandro Maule

Ricomincia quest’anno, con rinnovato vigore e caparbietà il progetto per la gestione delle malattie della vite, che coinvolge i nostri viticoltori associati.

Da molti anni consideriamo il suolo e la gestione generale del vigneto i punti di partenza su cui fondare le basi per arrivare al nostro obbiettivo; arrivare a produrre vini nella maniera più rispettosa possibile del suolo e dell’ecosistema vigneto. La lotta alle malattie della vite in agricoltura bio, si basa fondamentalmente sul principio della copertura; per usare termini facili, vengono spruzzati prodotti sulle piante in modo tale che questi creino una barriera impenetrabile ai funghi, responsabili dei maggiori danni all’uva. Queste “barriere” si creano usando il rame e lo zolfo, disciolti in acqua e spruzzati su foglie e grappoli a cadenze regolari durante il periodo vegetativo che va da maggio a luglio.

Tutto questo non senza effetti collaterali, quali ad esempio accumulo di metalli pesanti nel terreno (rame), diminuzione di varietà e numero di insetti e acari predatori e quindi utili al vigneto, diminuzione considerevole di lieviti e batteri nella buccia dell’uva e molti altri problemi.

Un approccio più coerente invece prevede di lavorare innanzitutto sulle cause della comparsa dei funghi, quindi analizzando e studiando pratiche agronomiche a sfavore di questi ultimi (sfogliature corrette attorno al grappolo, potature verdi, gestione dell’erba…) e che permettano alla pianta di diventare anno dopo anno più resistente. Grazie alla consulenza del Centro sperimentale per la Viticoltura Sostenibile di Panzano in Chianti, oggi abbiamo gli strumenti per  perseguire a livello sperimentale questo obbiettivo.

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Il progetto di “riduzione di rame e zolfo” parte con l’obbiettivo di eliminare questi due prodotti totalmente, sostituendoli con prodotti fogliari che stimolino la pianta ad auto difendersi, fintanto che la pressione dei funghi non sia eccessivamente problematica ; l’andamento stagionale favorevole ci sta permettendo di perseguire questa strada con eccellenti risultati finora. Ben 24 aziende su tutto il territorio nazionale hanno messo a disposizione una porzione considerevole dei loro vigneti affinché si potessero testare questi prodotti, associati ad una gestione ottimale del vigneto e ad un monitoraggio attento.

Grazie all’esperienza di questi primi 24 vignaioli potremo avere in mano dati concreti, che diffonderemo a tutti gli altri associati, che avranno così la possibilità di confrontarsi e conoscere, per crescere e migliorare ancora nella gestione delle loro vigne. Oggi il mercato dei prodotti fitosanitari furbamente presta sempre maggior attenzione a questo tipo di approccio; possiamo considerare questo aspetto un bene, ma il vignaiolo si sta trovando sempre più in balia di “prodotti miracolosi”  che sembrerebbero risolvere ogni tipo di problema.

Per questo è fondamentale avere una forza di gruppo ed un supporto scientifico sperimentale, esterno a logiche di mercato.


2 risposte a “Progetto “Riduzione di rame e zolfo nei vigneti”

  1. vorrei essere informata sui risultati di interventi naturali sul vigneto
    senza uso di rame e zolfo

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