Induttori di resistenza, un futuro per una viticoltura 100% sostenibile!

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In questi giorni i viticoltori sono nel pieno delle attività primaverili. L’acrescimento e l’inizio della fioritura delle viti sono un momento cruciale per l’andamento dell’annata e mai come in questo periodo l’attenzione nei confronti delle possibili malattie deve essere alta.

Oggi vogliamo parlarvi dei corroboranti, meglio conosciuti come “induttori di resistenza”.

Che cosa sono?

Sono dei composti liquidi derivati da estratti vegetali, estratti di alghe e propoli. Miscele studiate nel corso di anni di sperimentazioni, per ottenere il massimo del risultato. Prodotti quindi naturali che non contengono additivi di altro genere.

Come vengono utilizzati?

Vengono diluiti in acqua e spruzzati nelle foglie e nei grappoli della vite a cadenza regolari durante il periodo di accrescimento (mesi di maggio e giugno).

Come agiscono sulle piante?

Gli estratti, essendo di origine vegetale, contengono minerali e composti organici facilmente assimilabili dalle foglie. L’assorbimento permette alla pianta di rinforzare i tessuti e di essere così più resistente ai funghi che spesso la attaccano (specialmente con giornate umide e piovose).

Perché utilizzare questi prodotti? Possono sostituire i trattamenti classici di Rame e zolfo?

Questi prodotti, oltre ad avere il beneficio di migliorare la struttura della pianta, possono permetterci di sostituire o ridurre drasticamente l’utilizzo di rame e zolfo in vigneto (due metalli pesanti che ancora oggi vengono purtroppo utilizzati in agricoltura biologica e biodinamica). Hanno impatto zero, non sono dannosi per la salute dell’agricoltore, non lasciano residui tossici nel terreno e nell’uva e non influenzano la fauna e la flora che ha la possibilità di svilupparsi spontaneamente nell’ecosistema.

Quali sono i vantaggi? Qual’è l’obbiettivo per il futuro?

Hanno impatto zero, non sono dannosi per la salute dell’agricoltore, non lasciano residui tossici nel terreno e nell’uva e non influenzano la fauna e la flora che ha la possibilità di svilupparsi spontaneamente nell’ecosistema. Inoltre permettono di avere uve molto più ricche di lieviti e di nutrienti. In futuro vogliamo liberarci dal rame e dallo zolfo e rendere le piante sempre più autosufficenti, riducendo al minimo gli intereventi dell’uomo.

Per questo VinNatur ha coinvolto un gruppo pionieristico di undici aziende italiane che stanno provando i corroboranti nei loro vigneti. Ogni azienda ha dedicato 1 ettaro di vigneto a queste prove in quanto la loro reale efficacia fin’ora è stata accertata solo presso il centro sperimentale di Panzano in Chianti (seguito dal dottor Mazzilli), in Toscana. Dobbiamo ora avere la certezza che questi prodotti siano validi anche nelle altre regioni italiane, con condizioni climatiche ben differenti. Già lo scorso anno quattro aziende sono sono state coinvolte, con una superficie di vigneto minore ed i primi risultati sono stati molto soddisfacenti.

I produttori aderenti alla prova sono:

– Natalino del Prete (Puglia)

– Cà de Noci (Emilia Romagna)

– Camillo Donati (Emilia Romagna)

– Podere il Santo (Lombardia)

– Cà del Vent (Lombardia)

– Cascina Roera (Piemonte)

– az. agr. Pacina (Toscana)

– Sante Marie (Toscana)

– la Biancara (Veneto)

– Casa Belfi (Veneto)

– Corte sant’Alda (Veneto)


5 risposte a “Induttori di resistenza, un futuro per una viticoltura 100% sostenibile!

  1. “Inoltre permettono di avere uve molto più ricche di lieviti e di nutrienti.”
    Sto studiando sui lieviti. Mi interesso sapere che cosa vuole dire: ‘più ricche’. Piu in quantita? Più in variata? In questo caso fa crescere quale variatà? E fa crescere quale nutrieni nelle uve?
    Ti ringrazio in anticipo per la risposta.

    Tjitske

  2. Riguardo ai lieviti abbiamo riscontrato nel 2011 che ci sono sia più quantità che più varietà di lieviti (a breve faremo un post specifico per questo argomento). Per quanto riguarda invece i nutrienti non sappiamo ancora nulla di certo. Quest’anno faremo dei confronti tramite l’analisi del picciolo e del mosto, ma questi dati sono già più soggettivi (perchè dipende molto anche da pianta a pianta e da tanti altri fattori esterni).

  3. Argomento molto interessante per un’agricoltura futura, ed è giusto sperimentarla.Personalmente vorrei sapere, vengono tanto usati se non abbiamo certezze’
    in merito creando confusione in un settore dove non tutto è controllato e molte aziende agricole non sono seguiti da tecnici del settore.Non è meglio aspettare quando avremo risposte più certe sull’uso?Grazie.

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