Chi semina raccoglie…

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In questi giorni i vigneti dei vignaioli sono colorati ed esplosivi di vita nuova. Alcuni in autunno hanno seminato erbe utili per migliorare la fertilità del suolo. La pratica del sovescio, detto anche “letame verde”, ha numerosi aspetti positivi, specialmente in vigneti giovani o poveri di sostanza organica stabile. Alcuni vantaggi sono:

– aumento della microossigenazione e diminuzione del compattamento del suolo, grazie al lavoro delle radici

– aumento esponenziale della biodiversità (più insetti utili che trovano riparo nella chioma, più api impollinatrici e più microorganismi nel suolo)

– aumento della sostanza organica (derivata dalla massa verde e dalle radici)

– diminuzione della perdita idrica ed aumento della capacità di assorbimento dell’acqua

– risparmio economico poichè può sostituire una concimazione classica

In queste due foto siamo da Carussin (Piemonte) e da Stefano Legnani (Liguria), dove troviamo il Favino, una leguminosa che garantisce l’aumento dell’azoto nel suolo (elemento indispensabile per la crescita). Il favino è ottimo nei casi appunto di forte mancanza di azoto, oltretutto riesce sempre ad arrivare a metà maggio ad una altezza di 80-100 cm, garantendo una sostanza organica notevole.

Qui sotto invece troviamo rispettivamente un vigneto di Foradori (Trentino) ed uno de La Biancara (Veneto) dove sono stati seminati dei miscugli di erbe, per creare un’ambiente ancora più complesso e ricco. Ci sono infatti leguminose (come trifoglio, veccia, pisello) che producono azoto, cereali (come avena, orzo, loietto) per la massa verde consistente e crucifere (colza, senape, facelia) che con i fiori vistosi attirano le api e con le radici profonde fanno una naturale lavorazione.

A giugno, quando cioè smettono di vegetare, vengono sfalciate e lasciate in superficie. Si tratta di una pratica che è stata riscoperta in agricoltura, ma che nel passato rappresentava la normalità; prima dell’intensificazione degli impianti vitati infatti i filari erano sempre intervallati da cereali per la farina, ortaggi o foraggi per l’alimentazione animale! In questo modo si creava un ambiente equilibrato, che frenava al tempo stesso la pressione delle malattie.

Oggi non si raccoglie più il prodotto che deriva da queste erbe, ma si raccolgono solamente i benefici che queste apportano. Nel nostro lavoro è sempre indispensabile dare uno sguardo attento al passato!


7 risposte a “Chi semina raccoglie…

  1. si diserba perchè è più conveniente (meno manodopera per lo sfalcio dell’erba) e pratico. Con il diserbo però oltre a far morire l’erba, si uccidono anche gli insetti ed i microorganismi che vivono insieme ad essa, portando ad un lento impoverimento biologico del suolo!

  2. complimenti per l’iniziativa,io per esempio lavoro molto con piante autoctone per attirare e proteggere insetti della nostra zona…l’uso massiccio di pesticidi e diserbanti ha reso i bordi delle strade, i fiumi e i campi dei veri e propri deserti….

  3. ottima osservazione Luca e grazie per i complimenti. Abbiamo dimenticato di specificare che la semina la faciamo su file alterne, in modo da lasciare lo spazio adeguato per l’insediamento di specie autoctone, nei filari in cui non viene seminato nulla!

  4. speriamo sia d’esempio ai molti contadini che purtroppo, sono ancora legati ai metodi industriali…..e beati voi, che vivete e coltivate in luoghi non troppo antropizzati….io non so più come difendermi per l’intensivo uso della chimica!

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